Giorni da mani e abiti sporchi, giorni di visioni di quello che sarà, giorni in cui si prova a familiarizzare con l'ambiente respirando il profumo buono e nuovo, il suo profumo di pulito, che è un pulito della vista, fuori dalla finestra, e un pulito della sensazione, perché le intenzioni sono terse e veritiere, perché c'è tanta voglia di costruire.
Oggi è un giorno che compare ogni quattro anni sul calendario e penso a tutti i bisestili che verranno e a come ci troveranno e a come sapremo trovarci.
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mercoledì 29 febbraio 2012
lunedì 13 febbraio 2012
"Nella vita bisogna (soprattutto) resistere"
Ernest Hemingway
Mi è tornata la febbre per Hemingway. Non mi passa mai, ma ad ondate mi concedo immersioni totali e questa volta più delle altre perché sto leggendo la sua biografia scritta da Fernanda Pivano - mio grande faro.
Di solito preferisco i romanzi alle biografie ma mi accorgo che ultimamente ne sto gustando parecchie, con predilezione per le musicali e le letterarie. Nel corso degli anni mi hanno entusiasmato Nessuno uscirà vivo di qui, la biografia di Jim Morrison di Jerry Hopkins e Danny Sugerman che ha segnato l'inizio di molti miei percorsi; Vita di Kerouac di Ann Charters accoppiata al libro fotografico di David Sandison scovato al reparto remainders di una fantastica libreria di San Benedetto; diverse biografie di artisti, tra cui quella di Frida Kahlo di Rauda Jamis, piena di stralci dai diari che sono la parte più interessante. L'angosciosa Vita di Sylvia Plath di Anne Stevenson più che letta l'ho studiata per un racconto che devo ancora revisionare, poi ci sono state Jeff Buckley, una goccia pura in un oceano di rumore di Jeff Apter e On some faraway beach, la vita e i tempi di Brian Eno di David Sheppard, entrambi regali di una persona attenta; un paio di biografie degli U2 in anni giovanili e qualcos'altro che ora non mi torna in mente...
L'ultima grande lettura comunque è stata Just Kids di Patti Smith, sugli anni formativi con Mapplethorpe. Magnifica.
(Sul comodino attende quieto Kafka di Pietro Citati e la mia wishlist elenca diversi titoli da depennare.)
Hemingway, Hem, Mr. Papa, Wemedge, Weminghway, Hemmy, Hemingstein e in quant'altri modi si facesse chiamare, quest'uomo di scrittura, pesca, caccia e guerra, quest'uomo "molto tough" che amava le donne "molto tough", scrittore senza sosta di una vita senza sosta, piena di gente, di cicatrici, di euforie e di depressioni, piena d'alcol e di talento, è uno di quelli che continuo a chiamare dal passato e ad intervallare a letture più attuali e spesso meno sapide, è uno di quelli che cerco e ancora trovo nelle vecchie edizioni ai mercatini estivi, uno di quelli che hanno reso grandiosa la letteratura e gloriosi i suoi anni americani con ruvidezza, realismo, estrema intensità e infinita poesia. Uno di quelli che occupano posti speciali sulle mie mensole e in fondo al mio essere, sempre nascosti dietro le mie parole e che mi tengono per mano ovunque io stia andando.
venerdì 10 febbraio 2012
Agli e bricco, Carlo Ciussi, 1961
Senza titolo, Tino Vaglieri, 1984
Lavoro ad una catalogazione e il tempo fuori dalla finestra mi concilia, mi abbraccia e mi dà concentrazione.
Guardo, verifico le date, riconosco tratti e linee, pressioni e pennellate, so d'istinto dove trovare le firme, valuto ad occhio le dimensioni, scopro l'intesa che inizio ad avere con queste opere e ogni giorno m'innamoro di qualcuna e me la tengo in una galleria ideale.
Ci sono incontri su questa strada che variano le prospettive: com'è cambiato il mio rapporto con il quadro negli ultimi anni! La mia venerazione alle mostre dei tempi dell'università è stata sostituita da una maggiore consapevolezza, un occhio attento al dettaglio che è come passato dall'altra parte: non sono più la visitatrice adorante, conosco ciò che accade nell'artista, conosco gli artisti ora ed è come se arrivassi - con la loro esperienza condivisa - a conoscere anche i grandi nomi, quelli ormai storicizzati, e questo toglie aurea ma accresce immensamente la mia fruizione, che è totale, quasi fisica.
Ci sono le risonanti realtà artistiche del Novecento e poi ci sono piccole meraviglie, nate in mezzo a quel secolo, che ogni giorno mi regalano emozioni sorprendenti.
Qualcuno, ad una cena che non dimentico, mi ha raccomandato di fare belle esperienze.
Qualcuno me ne ha dato e continua a darmene modo.
martedì 7 febbraio 2012
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