lunedì 28 maggio 2012


27 MAGGIO 2012
lettura nel giardino di Fiori Righe e Pois

Amneris e Marina mi omaggiano con la loro sentita interpretazione di alcuni miei versi da Io sono la mia roccaforte, un estratto da Lettere & Meraviglia e la fiaba Bianca come la neve, rossa come il sangue col suo finale a sorpresa. Sorrisi e sospiri.
Atmosfera incantevole, tanti amici stretti attorno, un'attenzione che mi riempie di gratitudine e m'invoglia a scrivere ancora di più...
Sono stati davvero dei bei momenti.






















giovedì 17 maggio 2012


una sera rubata in mezzo alla settimana
un locale silenzioso, la sala vuota
il vino rosso, la conversazione brillante, 
le espressioni morbide, il contegno rilassato.
poi una corsa sotto la pioggia
e le risate belle.

e le ciliegie.

mercoledì 16 maggio 2012

Un instabile maggio, un rincorrersi dei venti e degli stadi umorali mentre la luce resta più a lungo e ritarda l'arrivo della sera. Mi piace accorgermi dei passaggi del tempo guardando ogni giorno dalla vetrata che dà sul giardino e sul borgo alto, mi crea un senso d'appartenenza e di rifugio quando il cielo è scuro come adesso e le piante sono inquiete. L'impressione della meteoropatia non desiste e non si placa, è un po' come un'apnea con rallentate prese d'aria e allora lascio lavorare il raziocinio, mi concentro sulle cose da fare, mi fermo a pensare alle componenti del mio attuale quotidiano, a quello che va calcolato nel presente e a quello che va visto in prospettiva, mi recupero ma resta forte l'attesa del sole e del mio centro saldo come solitamente è.


Oppure aspetto un temporale, una tempesta. Mi ha sempre inspiegabilmente riallineato lo sconvolgimento esterno. Chi mi conosce lo sa.




immagini dal video Frozen


giovedì 10 maggio 2012

La sospensione sfuma morbida, diventa un sottofondo, permane come una spuma quieta che rimarrà e si sommerà a tutto il resto delle esperienze, continuando a scrivere la mia storia... La vita è un taglio che ad intervalli si fa docile e capitano giorni come questo - al centro di burrasche e venti previsti che però sanno sempre coglierti impreparato - giorni di sole, caldo, gentile, giorni speciali per la ricorrenza del mio compleanno, speciale perché i miei compagni di viaggio lo rendono tale. 
Ho in testa il colore rosso, del corallo che ho al collo, delle combustioni di Burri, dei tanti papaveri ai lati delle strade, della bottiglia di profumo ricevuto in regalo, delle fragole mangiate con la crema alla cannella... Capita che i momenti abbiano un colore e questo dieci maggio ha il rosso, salutare, benefico, vigoroso. 
Ho avuto tanti grazie da distribuire oggi, ed è stato molto bello.


cadeaux en rouge inattendu...






martedì 8 maggio 2012


Trovo solo ora il tempo di dedicarti qualche parola. Qui, perché nella mia testa non abbiamo fatto che parlare questi primi giorni di maggio in cui ci hai lasciati, camminando su un letto di petali e profumi: ti piacevano tanto i fiori e ce ne sono così tanti nell'aria, per i campi e ai bordi delle strade...
Ho preso qualche foto dai tuoi album, tutti ne abbiamo presa qualcuna per tenere con noi una parte della tua storia, della tua giovinezza di signorina per bene negli anni duri della guerra e poi in quelli prosperi del boom economico, sempre con quell'aria precisa e un po' svagata. Ti piaceva farti fotografare ma non ti sei mai concessa oltre, rimanevi riservata, cercavi la solitudine, la stessa che poi hai sofferto credo, per quelle strane dinamiche caratteriali che abbiamo e che non sappiamo spiegarci. 
Ci sei sempre stata tu, eri un'appendice ad ogni situazione familiare. La sorella con cui nonna si scontrava, ma che non si scordava mai d'invitare. Quante gite, quanti pranzi avete dato voi, figlie di una cuoca, di una donna forte che vi ha lasciato in eredità una tempra che noi non conosciamo. Vi ha lasciato anche la longevità: ne avevi quasi 89, zia, e li hai vissuti intensamente con le nostre famiglie, tu che non ne avevi scelta una tutta tua. Rifugio speciale per la mia mamma bambina, madrina del mio battesimo, punto d'appoggio per tanti nipoti e pronipoti che con le loro storie hanno colorato anche la tua. 
L'ultimo anno ti ha portata via un poco alla volta, ti ha mangiata con la paura della morte che avevi addosso nonostante la tenace religiosità, di quelle dogmatiche più che altro ma degne di rispetto perché credute vere. Spero che tu abbia trovato ciò che speravi, lo scenario che attendevi e magari anche qualcosa in più.
Ti ho messo lo smalto alle unghie che tenevi sempre curate, ho reciso una rosa dal tuo giardino (mi sono punta con una spina) e te l'ho messa accanto. 
Non ho versato lacrime, perché sono serena con l'idea della tua vita lunga e quieta e con questa saggia, naturale interruzione delle tue ultime sofferenze fisiche.
Rimango curiosa di ciò che non hai mai conosciuto e che ogni tanto ti tingeva i pensieri - ce lo confessavi tra le righe -, chissà se ora sai, se ora vedi tutto e cosa pensi di noi, ora che siamo allo scoperto!
Porto al collo un ramo di corallo rosso in tuo ricordo e credo che continuerò a pensarti su quella salita "dietro le mura", dove vivevi con la bisnonna, in quella casa tutta a scale che dava su un campo con fiori selvatici dove davi da mangiare ai gatti... 





Signorina Pierina Castricini 
(1923-2012)

mercoledì 2 maggio 2012

Giorni umorali, di pioggia, di sole e ancora pioggia, salite, discese, risalite.
Come andarsene sulle scale di Escher, in un moto perpetuo, senza arrivi.
Le gocce che bagnano l'asfalto e portano su l'odore umido di cieli sciolti, di parentesi temporanee, cadono nella testa, risuonano, battono un pulsare d'eco che è il tracciato del momento, è il cambio di ritmo, il pensiero sul futuro, il piccolo timore di snaturarsi, di perdere la strada dentro un viaggio di cui non si conosce la durata, con le strutture del paesaggio in trasformazione, in naturale decadenza anche - dopo tante innaturali perdite improvvise - che deve avere un messaggio, deve insegnare, deve mostrarmi qualcosa, altrimenti....


Tutto concorre a pressare i momenti più indefiniti, quando mi cerco e non mi trovo salda. Ma i punti fermi ci sono ancora, ci sono i fari nella nebbia, ci sono le roccaforti, e la solita utile opzione dei cambi di prospettiva per razionalizzare, per riallineare gli assi spostati.
E c'è il colore di qualche ora nell'aria, sulla moto, dentro i profumi di tigli e sambuchi per le colline, qualche sorriso condiviso nello spazio di un pasto semplice, nelle cose piccole che sento mie: l'unica possessione che abbia mai cercato.