venerdì 27 gennaio 2012



Mirror - Sonia Marin


Vegliare la porta, combattere con i vestiti e con l'agitazione, non fare rumore. 
Ricordarsi anche di respirare. 
La clandestinità del momento acuiva i sensi ma aumentava anche la percezione dei suoni, lo scricchiolare del parquet, il tintinnio dei cristalli, l'ascensore nel vano scale. 
Ci guardavamo negli occhi muti ad ogni fremito esterno e poi infuriavamo di nuovo. Non dovevamo essere lì, non ci erano permesse quelle emozioni. Eppure come ci si poteva negare? 
Come valgono le regole generiche per i casi specifici?

mercoledì 25 gennaio 2012

Presa e ritorta in quello che sto scrivendo. Alla fine ci sono caduta dentro. E pensare che questo nuovo, lungo racconto l'ho iniziato da oltre due anni ed è sorprendente quanto alcune sensazioni siano rimaste intatte. Nel procrastinare la stesura, dando spazio ad altre priorità, ho creduto di poter perdere la strada, di non ritrovarle certe linee di condotta, certi canali di accesso ad emozionalità specifiche, nascoste dietro le immagini, dietro la struttura. Invece adesso tutto è come potenziato, i protagonisti parlano più chiaro e c'è tanto da dire tra una frase e l'altra, nell'intervallo dei capitoli, nella scelta simbolica. Ci sono giorni in cui le pagine scorrono, si riempiono e hanno sapore. Sono protesa ad arrivare all'ultima riga, per poi andare a rivedere, per guardare nell'insieme e cominciare a limare, a infarcire, a produrre la più agevole sonorità della lettura. Tutto fino a quando non lo sentirò completo, mentre già la mente vaga altrove, alla prossima storia, che pure chiama e quasi non resisto.


ph.Yvette Inufio

lunedì 23 gennaio 2012




Rrose Sélavy Magazine n. 29
gennaio 2012
PG - una bella tensione
di
Marta Silenzi


altri miei articoli on line per Rrose Sélavy Magazine:




Rrose Sélavy Magazine n. 05
marzo 2010
Il paesaggio informale di Dino Baiocco
di
Marta Silenzi




Rrose Sélavy Magazine n. 19
settembre 2010
Alfonsina Ciculi
di
Marta Silenzi





Rrose Sélavy Magazine n. 24
aprile 2011
Marco Luzi
di
Marta Silenzi



mercoledì 18 gennaio 2012



Weightless
Erika Janunger


A volte capitano incontri espressivi sorprendenti: quando sei su una strada di scrittura e l'atmosfera è scelta, con un gioco di sottili percezioni ed un'architettura complicata spuntata da chissà quale meandro di te, per fare luce senza dire, per rivelare cesellando le parole; quando la scena, i colori e i confini del tuo racconto sono cioè delineati nella testa e sulla carta, capitano elementi perfettamente aderenti a quel sentire messo nel tuo testo, capitano prodigi venuti forse da una stessa sorgente sensibile, o da un'attenta intuizione similare, come questo video che può essere un esatto assaggio - quanto a sensazioni, quanto in parte all'argomento - del libro che sto scrivendo, della dimensione in cui mi sto perdendo. Meraviglie dei linguaggi espressivi, infinite possibilità di fiorire . 


Giusto un'anticipazione.   



venerdì 13 gennaio 2012


Tornado, 2005


The quiet of dissolution, burning oil, 2008 


Sonja Braas

Libero di muoversi dentro ai vuoti e negli spazi, tornato all'assoluto delle forme e alla verità delle espressioni; tornato primitivo anche: allungato negli scatti muscolari, aumentato di velocità e incredibilmente lucido di pensiero perché scaricato di grovigli e necessità sociali, reso solo elemento tra gli elementi e in balia di essi e della loro volontà. 
Quando raggiunge il culmine dei significati e delle ambizioni l'uomo, all'apice, li perde tutti e torna ad esistere in altri luoghi. 
Sceglie l'azzeramento, forse il ritorno. Abbandona e di nuovo respira.
Questa è la sua possibilità.



lunedì 9 gennaio 2012




"(...) 
ascolta, c'è un dannato universo bellissimo qui accanto: andiamo"

E.E.Cummings



venerdì 6 gennaio 2012


Yvette Inufio, my favourite one.


Sì, mi piacciono le sue foto dal sapore vintage, i colori tenui, le delicatezze femminili piene di gingilli trasparenti e setosi, le Remington - che un giorno collezionerò -, le macchine fotografiche e le valigie da viaggio. Rende bene una sfumatura del mio carattere. 
Another Year. Another start. E' il momento di mentalizzare l'anno, costruirlo, mettere in fila le cose e farle coesistere, lavorare tanto. 
Sono giorni di progetti, allineamento di possibilità, organizzazione e c'è una grande voglia di fare e produrre, con la testa, con le mani, in cerca di completezza, mentre si ripongono un poco alla volta gli oggetti festivi e si familiarizza con la luce di gennaio, che mi sembra sempre più bianca rispetto a tutti gli altri mesi.
Voglia di tante cose mentre bevo un tè al gelsomino, è lo stato d'animo di quando faccio poesia e non ne faccio da tanto tempo.

martedì 3 gennaio 2012

capodanno...

Nel momento propizio in cui ci si scrolla di dosso il vecchio anno e si accoglie speranzosi quello nuovo, gli ingredienti per me sono stati tutti giusti: una città, una buona temperatura, un magico tramonto e poi un magnifico cielo stellato, la compagnia di due delle persone più importanti, la libertà di camminare svagati e senza assilli, curiosi di fare qualche scoperta, giocosi con le foto, briosi nelle conversazioni; una cena a birra e piada gustosa e divertente poi di nuovo in strada, dentro il borgo, lungo il porto, fino al regalo del faro, maestoso, bellissimo.
Arrivati al punto nevralgico della serata, immersi tra la gente, ritmo, melodia e vari stadi di meraviglia si sono spiegati nel concerto di Franco Battiato, che, tra un Up patriots to arms e una Prospettiva Nevskij, ha traghettato fino alla mezzanotte, brindata con del Berlucchi scippato e sorrisa nello scoppio dei fuochi d'artificio, vibrando dentro e augurando, augurando, augurando...










BUON 2012!!!




Break - Dance !!!