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mercoledì 29 aprile 2020



Cosa ne resta
di me,
bucata e flessa,
dopo un temporale che
mi è piovuto dentro?
Lasciando vuoto
e suono di gocce
sulle pozze d'acqua?

Cosa vive
dello spirito saltato fuori e
colato via?



mercoledì 19 ottobre 2016


ph, sean dunlop

Le sue parole scendevano giù amare e me le faceva ingoiare a forza, irritando la lingua, l'esofago e giù fino allo stomaco dove bruciavano più di quanto potessi tollerare.
Era come bere inchiostro che invadeva il mio corpo fino a tingerlo di nero all'interno, oscurando la vista, bloccando le espressioni e i movimenti. 
Lei era il nero, lei l'amaro.
Mi urlava contro lievitando ad ogni stoccata, cancellando il mio mondo e la legittimità della mia esistenza, anche se me li aveva dati lei entrambi, mondo ed esistenza, alla mia nascita, quindici anni prima, gridando anche quella notte.
Vivere allo scoperto, senza il riparo caldo dell'abbraccio di tua madre, senza quella comprensione che ti infonde l'unico coraggio di cui hai bisogno, è uno strano vivere, è uno strano crescere, è una terra in cui ti aggiri tentando o bramando, saggiando o azzannando i giorni, dipende da come ti trasformano, da quanto ti spingono e strattonano, dal tono con cui ti parlano, dagli occhi con cui ti guardano.
Ci sono reazioni e conseguenze.
Non me ne sono andata. Sono rimasta ad affrontarle.

lunedì 5 novembre 2012

i ritmi si consolidano, le azioni scorrono una dopo l'altra, gli ambienti iniziano a parlarmi ed ogni cosa prende il suo volume con giusta lentezza. è un autunno nuovo e anomalo, una stagione di temperature incostanti in cui tante situazioni prendono l'avvio secondo una naturalezza antica, quando il capodanno era nell'arco di questi mesi (durante Tishri per il calendario ebraico) e seguiva l'andamento e il lavorio dei campi.
un lungo fine settimana passato sotto le fronde degli ulivi, a contatto con quel profumo pungente e un po' aspro, tutti insieme, a lavorare e parlare come i braccianti stagionali di certe mie poesie, e poi rieccomi sui libri, a scrivere testi, a riappropriarmi di altre atmosfere in vista di una nuova mostra tutta da costruire; dimensioni differenti eppure ricongiunte nel mio passaggio, che vuole andare, e vuole scoprire. il tempo è sempre quello delle riflessioni, tutto ha significato, tutto fa parte di un mio cammino. vorrei l'aria un poco più consona al periodo, sentire profumo di castagne e di camini, stringermi addosso una sciarpa e trovare a casa il calore di un plaid, non essere preda dei mal di testa meteoropatici, tuttavia oggi è un tale spettacolo per le campagne e verso il mare: il cielo grandissimo, riempito e striato di ogni forma di nuvole, i campi verde-marroni, e giallo-rossi lungo i vitigni, mossi a chiazze da sprazzi di tramonto, la distesa d'acqua compatta e scura, dal Conero in qua, come il bordo di un quadro, come il posto dove il cielo va a morire felice. e poi il vento caldo. è tutto un sorprendente respiro...


Non temere
verranno.
Misti, profumati e terreni
verranno.
Lungo lande assolate,
intonando braccia a fiori,
gambe a forza,
labbra a cielo,
petto a radici,
i Camminatori verranno e
porteranno le mele
e leggeranno la luna
per carpirne i segreti,
dietro pieghe di assoluto,
angoli di enormità.

17 marzo 2005
Gli stagionali
-Meli e Mandorli - 

mercoledì 27 giugno 2012

La mente cerca freschezza,
della visione,
del pensiero,
sbaraglia ogni assalto al proprio centro,
si distacca;
vuole notti frizzanti
di conversazioni accese 
e dedizione assoluta,
consacrata,
come fossi l'ultima persona sulla terra,
come fossi l'oracolo 
o la salvazione,
come faceva Neil con i suoi azzurri amici-fratelli-amanti,
per sempre giovani
per sempre in corsa,
dentro le condivisioni,
immersi di significato,
battezzati di spirito emotivo e gentilezza

perché tremiamo troppo intensamente 
per lasciare che le cose scorrano

senza mostrare turbamenti,
senza dire una parola che rimanga
e produca scintillii.




lunedì 28 maggio 2012


27 MAGGIO 2012
lettura nel giardino di Fiori Righe e Pois

Amneris e Marina mi omaggiano con la loro sentita interpretazione di alcuni miei versi da Io sono la mia roccaforte, un estratto da Lettere & Meraviglia e la fiaba Bianca come la neve, rossa come il sangue col suo finale a sorpresa. Sorrisi e sospiri.
Atmosfera incantevole, tanti amici stretti attorno, un'attenzione che mi riempie di gratitudine e m'invoglia a scrivere ancora di più...
Sono stati davvero dei bei momenti.






















martedì 17 aprile 2012


la mia nuova raccolta di poesie
in una veste grafica che cambia di continuo, 
con carte di recupero e rilegatura a mano

IO SONO LA MIA ROCCAFORTE
versi sciolti 2008-2011



martedì 20 marzo 2012




“Sfiora e ferisce 
disposto in diadema 
l’oleandro bianco”


Nel bellissimo negozio/laboratorio Fiori Righe e Pois (blog e fb), uno spazio incantato di ricerca e produzioni fatte a mano attente ai materiali, all'originalità di concetti e contenuti, al gusto creativo, all'etica delle azioni e alla bellezza delle finiture, 

nasce il progetto di editoria artigianale indipendente OLEANDRO BIANCO, che la mia amica dai capelli rossi ed io avevamo in testa da un po' e che oggi prende il volo nel suo negozio, con la primavera, sotto forma cartacea di favole, raccolte di poesie, quaderni decorati, cartoline, segnalibri, LeggiScrivi (notes da scrivere ma anche da leggere) e tutto quello che verrà...

i miei testi si vestono di stoffe, perline, carte ricercate o di recupero e trovano profumi e colori nuovi, la nuova luce di questa nuova stagione.






Fiori Righe e Pois
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