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mercoledì 15 novembre 2017

Le nubi e le ombre di settembre, l'oro rosa dei tramonti di ottobre, la pioggia grigia di novembre...sembra che ogni mese abbia il suo cielo peculiare ed io sono qui a guardarli, dall'interno, con questo autunno che ha chiuso la porta e mi ha lasciata alla finestra.
È un momento da vivere e da affrontare, passerà e mi lascerà il ricordo di notti di veglia e ascolto e di giorni assonnati e scanditi, li guarderò a distanza e saranno esperienza, vissuto, parte della mia storia.
Intanto sogno qualche momento tranquillo sul divano abbracciata alle gambe, sotto una coperta morbida e con una tazza bollente tra le mani. Sogno almeno 6 ore di sonno nel mio letto. Sogno qualche ora in biblioteca o in libreria ed un bottino di libri da leggere d'un fiato. Sogno un percorso yoga per trovare l'equilibrio di una nuova me. Sogno di tornare a sentire e scrivere fluida e frusciante. E tanto altro, senza sosta sogno.





mercoledì 11 ottobre 2017

Ottobre...

Fisicamente distrutta, moralmente esaltata, dentro giornate fatte di mille ore e una continua sfida al mio corpo.
Ottobre di sole e ritmi doppi, autunno di luce e nuove dimensioni, microsonni, rodaggi, osservazioni, la sensazione dell'inverno davanti e una nuova avventura tutta da scoprire, costruire, immaginare...

mercoledì 24 maggio 2017

Tempo. Che passa senza lasciare avvisi, senza rintocchi, solo scorrendo silenzioso e discreto sotto la superficie degli accadimenti, della quotidianità, del lavoro, dei fine settimana, dei cambi stagionali e climatici.
Tempo che incalza e non rallenta.
Viaggi che partono e cambiamenti che si accettano, sfumature di evoluzioni, crescite...
L'età è arrivata ad una cifra tonda ed il presente assomiglia alla completezza, quella richiesta con un foglietto scritto a mano e appeso su un albero dei desideri.
Vado modificandomi eppure so che resto un'osservatrice, trovo momenti di posa e riflessione, traduco in pensieri, in parole. Presto spero di nuovo scrittura.
Mi sento a bordo di un treno che si muove con costanza, ma non lascio andare niente, tengo nastri flessibili stretti attorno alle cose che voglio portare con me e le mie mani non si riempiono mai.
Maggio.
Siamo già oltre il risveglio e le serate odorose, siamo ad un passo dall'estate e quasi non so come ci siamo arrivati ma non importa, è il momento giusto per accogliere ogni nuovo ritmo e farlo proprio, si trova spazio, si trova energia e mondi personali in cui annegare le brutture e succhiare linfa.
Sono ancora una volta vascello e traghettatore ed è un viaggio nel viaggio, un'esperienza tra le esperienze, un'avventura intima e condivisa che porterà ad un nuovo approdo tutto da scoprire.
Il tempo lega ogni cosa come un anello all'altro, si tinge di verde e luce bianca, profuma di fresco e di ombra. Conduce.


martedì 11 aprile 2017

La parola ora è RESPIRO.
La parola è organizzazione.
PROFUMO.
Le parole sono SONNO, impegno, CURA.
Si può aggiungere cambio, rinnovo, VISIONE. Avventura.
E certamente SCELTA.

martedì 30 agosto 2016

Voglia di fare una scorta di libri. Andare in una libreria, una nuova, e perdermici, spegnere tutto quello che ho in testa e annusare i volumi, scoprire i titoli, lasciarmi spingere in qualche direzione. Andare a ritrovare una quiete, come quando ero a Roma, per il master, e con la mia amica entravamo in ogni libreria per vedere se parlava anche di noi, se i libri sapevano ricordarci la bellezza, l'equilibrio.
Però le librerie quasi non esistono più, come i negozi di dischi.

L'estate è scivolata via. Permane ancora in queste ultime ore di agosto ma qualcosa è scattato nella mente ed il corpo già risponde a nuovi ritmi, cerca altri stimoli. Si è chiuso male questo viaggio. Con tremori della terra che hanno innescato tremori dell'animo difficili da dissipare, sensazioni che a guardarsi indietro sembrano quasi aver avuto degli indizi, che a guardare avanti tolgono il senso alle cose (ma in qualche modo lo restituiscono), ci fanno piccoli e indifesi, privati del fragile filo conduttore che attraversa giorni e settimane. Eppure il tempo scorre, con la sua riserva di incognite ma scorre e lascia indietro e stratifica e aiuta. Molto spesso penso che la temporaneità sia ciò che ci salva.

L'estate, il viaggio. Quando è arrivata mi ha investita. Mi ha trovata già stanca e poi, invece di rigenerarmi, mi ha stesa con colpi ben assestati, momenti di tensione misti a momenti di grande bellezza, posti e ricordi e attimi di condivisione importanti, eppure tutti impegnativi, come una catena di montaggio senza possibilità di sosta. Non siamo riusciti a cogliere il passaggio per la distensione, abbiamo continuato a fare e fare e andare e vedere ma è mancata una chiave, o una serratura che ospitasse i singoli frammenti~ nella stessa stanza con vista.

Borghi, olimpiadi, aperitivi, tanta piscina e poco mare (e forse era questa la vera porta da aprire), un po' d'arte, famiglia, qualche amico, letture ritagliate, appunti di scrittura, la ricerca di qualcosa che non è arrivato, che non abbiamo ancora capito e poi la paura del 24 agosto, il senso di precarietà, il senso di responsabilità, la necessità del contatto fisico, la perdita della libertà, la voglia della quiete di settembre, dell'aria più fresca, dei propositi per la nuova stagione, delle abitudini da ritrovare, dei film da vedere, della musica da scoprire in macchina, con i finestrini abbassati, senza aria condizionata...

 













venerdì 29 luglio 2016

Luglio

Scrivere di niente. 
Scrivere del caldo che prende il sopravvento, di giornate che hanno il sapore della vacanza e sono una somma di ricordi del passato e ricordi nuovi, quelli che sai che lo diventeranno, quelli che stai vivendo e costruendo perché lo siano guardando indietro. 
Scrivere del sale sulla pelle, dei sassi cercati in riva al mare, dei pranzi con vista al settimo piano, dei rumori di tutta un'infanzia e adolescenza ascoltati mischiarsi nel sonno del primo pomeriggio. E dell'acqua scintillante quando arrivi la mattina presto e del rock in macchina, con lei che dorme dietro, la sera quando rientri e guardi intorno l'imbrunire. La stanchezza fisica risolta nei sorrisi, il benessere nello stare insieme e in un morso dolce e fresco all'anguria, in un tuffo in quella piscina che è un tuffo nel passato mentre stringo il futuro guizzante tra le braccia. 
Scrivere di momenti inaspettati, di giochi e libertà, di pelle finalmente abbronzata e sguardi lontani, di grossi libri letti in orari rubati, di questo luglio, di questo onomastico e dell'attesa di vivere il resto dell'estate noi tre, aspettando di vedere dove ci porta il viaggio, gustando ogni frammento, fotografando, condividendo, rincorrendo il tempo per non perderci nulla.






giovedì 3 settembre 2015


Finito agosto, finita un'altra estate, finito un altro viaggio. Non proprio finito perché qui siamo fortunati: ad un passo dal mare, l'estate torna in un attimo, non ci sono confini temporali né fisici oltre quelli che stabilisce la stagione, e in fondo il viaggio è sempre una questione più che altro mentale. Ma oggi è già settembre ed è una specie d'inizio d'anno,  pieno di liste e propositi e progetti e intenzioni; si torna a risalire il calendario e si guarda indietro alle cose fatte sotto al sole con il gusto sapido ancora sulla lingua. Questo viaggio è stato caldo, caldissimo, bollente. Scottava sulla pelle, bagnava i capelli, tormentava il respiro. Ci ha tenuti poco in spiaggia e ci ha nutriti di frutta e verdura freachissime,  centrifugati, tanta acqua e fiumi di birra, ghiacciata, gustosa, qui al mare e dove la birra la fanno, la Forst, sulle Dolomiti. Dopo un luglio impegnato e sudato, ce ne siamo infatti andati dove l'aria punge e rischiara i pensieri, dove le torri spuntano dai laghi e ogni piatto ha un buon sapore. Ce ne siamo andati a camminare, a correre, a dormire e a leggere, a scaldare pasti con un fornelletto e a vedere cosa ci portava la strada, che è un'amica fidata e ci porta sempre qualcosa. La montagna aveva il sapore del succo di sambuco e il profumo delle mele della Val Venosta. Li abbiamo portati con noi in un sacchetto di prodotti biologici e siamo tornati in tempo per l'arrivo dei temporali. Bellissimi, magnifici dal nostro terrazzo sulla vallata che guarda dal mare ai Sibillini,  unendo dieci cieli e dieci panorami ogni volta sorprendenti. Il suono dell'estate è stato quello ascoltato all'infinito dei Kings of Convenience, il ritmo quello quello avvincente delle pagine di Stieg Larsson, letto con bramosia in ogni momento libero, il formato quello quadrato delle tante foto scattate per ricordo, per divertimento,  per descrizione,  per vederci da fuori, per vedere i colori e rievocare ogni sensazione, ogni passo, ogni esperienza tutta nostra o condivisa, che alla fine è la cosa più intensa e più importante. Ora è settembre, in tv non danno più i film di Rosamunde Pilcher, la luce è più chiara, l'aria più fresca, la sera scende un po' prima, inizia il Festival del Cinema di Venezia e noi aspettiamo di vedere cosa ha in mente l'autunno e come sarà la nuova stagione.


giovedì 27 novembre 2014


Nebbie. Brume, foschie. E' lo stampo di Novembre anche se fa ancora troppo caldo. Non corrisponde la temperatura ma resta almeno l'estetica di una stagione.
Ci siamo immersi nell'umida campagna autunnale per tutto il fine settimana, dalle Marche alla Toscana, in cerca di visioni di vitigni rossi e vicoli di borghi antichi, in cerca di sapori intensi, per fissare ricordi, per avere racconti, semplicemente per camminarci accanto dentro cambi di scenari che fanno sempre bene, donano energie.
Poi siamo rientrati. Gran parte del lavoro alle spalle, la testa presa da altri svolgimenti, dai futuri cambiamenti, ancora qualche evento fin verso la metà del mese e poi il Natale, spero quieto e scintillante, come sempre mi piace.  E' una ricerca volontaria quella del calore, della bellezza, della cura in questo periodo.
Non sono una persona cinica ma neanche melensa, però le festività che si avvicinano, il senso di sospensione che regalano, la preparazione che prevedono le amo e mi scaldano, stendono bande morbide di rosso e panna tutto intorno, mi ricordano come le vivevo da piccola o da adolescente, con i film in tv e le pubblicità tipiche, con le tradizioni tutte personali della mia famiglia abituata a stringersi per darsi tutto l'affetto.
Salgono i profumi del cioccolato e dei dolciumi, la voglia di dedicarmi ai regali lavorati più che comprati, il gusto di mettere su Billie Holiday o Frank Sinatra, di fare il nostro albero di legno verde, essenziale e speciale, di disporvi i pacchetti elaborati, belli, personalizzati, di scrivere nuovi quaderni, di trovare ovunque sensazioni di complicità.
Fa parte di me. Lo sento arrivare e ogni anno faccio spazio per accoglierlo, ci sguazzo dentro, ora carica di pensieri e progetti e propositi per gli anni in crescita che verranno, pieni di significato, anche se la frase è criptica come spesso le mie qui su questa bacheca che punta foglietti con gli spilli sulle pareti del blog.
Una volta ero più diretta forse, i miei post erano più freschi e condivisibili, è uno strano spazio questo mio di Altrove ora, dove in pochi commentano perché le mie immagini sono quasi accenni tra me e me. Ma le cose cambiano, i tempi spingono all'attenzione, e in fondo spero che chi legge trovi sentieri suoi tra i miei, scrittura in cui vedersi, dissertazioni sensoriali cui affacciarsi con qualche istinto di comprensione, di affinità.
Chi mi conosce poi sa leggermi tra le righe e capire anche dove non dico, allineato, connesso, aperto.





giovedì 4 settembre 2014

 Agosto se n'è andato. Un settembre grigio, freddo e implacabile si è insediato al suo posto di colpo, senza concedere nessuna dolcezza, nessun passaggio indolore, è arrivato con un acquazzone sulla spiaggia che ci ha bagnati tutti senza asciugare più. L'indomani era già l'autunno, era già il ritorno dal viaggio che ogni anno chiamo estate, anche se non siamo partiti mai.
 Non siamo partiti ma non siamo neanche rimasti fermi. Dopo due mesi altalenanti di temperature incongrue, sfasamenti e cambi di rotta, agosto è stato piano, morbido e piacevole. L'abbiamo riempito d'incontri, mare, dormite, serate, letture, di cibo e di amici, evasioni giornaliere, piccoli scatti quadrati alle cose per preservare i ricordi, lasciandoci fuori dall'inquadratura, come a riservarci un punto d'osservazione esclusivo, che sembra non rivelare niente e invece strizza l'occhio e dice tutto.
 Ora riprendiamo in mano quanto lasciato interrotto, cambiati, cresciuti come dopo ogni passo, ogni più piccola esperienza, certamente riposati e pronti a rilanciarci, consumare la strada che ci aspetta, ritrovando la routine settembrina di lavoro, studio, preparazione, concentrazione, stesura testi, comodità del divano, un nuovo libro da strutturare, letture che si sommano sul comodino, il cinema del Festival di Venezia, i progetti, le tazze di caffè caldo, le camminate, il cibo sano, casa.



le colazioni silenziose, ascoltando la natura fuori


i fiori che durano solo un giorno


la spiaggia 


il regalo della Volpe (per me apotropaica) di Attilio Forgioli


grano, orzo e girasoli della campagna che ho imparato ad amare


le serate sempre belle a Senigallia (e il suo faro)


la quiete mattiniera delle passeggiate al molo


gli splendidi panorami da casa


le numerose tempeste


 un caffè, una terrazza sul mare e tante chiacchiere con Giò e Nico
e la serata texana degli hamburger con salsa barbecue da Ale e Vitt


le numerose letture e fra tutte 
l'ennesimo amato libro di Haruki Murakami


un pomeriggio speciale da Graziana con Pa e i vari aperitivi (analcolici) dell'estate


LA SERATA PERFETTA


i vicoli in festa, i mercatini, la musica e il cibo di strada


un insolito Amleto per chiudere la stagione.



mercoledì 23 luglio 2014



aprile
        
                                 maggio
         
                                                                       giugno 

                                                                                                           luglio




mercoledì 14 maggio 2014

Those days run away like horses over the hill scriveva il buon vecchio Hank, ed  è particolarmente calzante per questa primavera che sgrana via le giornate una dopo l'altra con velocità da pendenza, edificandomi e disperdendomi allo stesso tempo come pochi altri momenti della mia vita. 
Tra un temporale e l'altro, una piovuta e l'altra, una spinta di vento e l'altra, ci sono stati anche momenti di luce forte, di caldo intenso e devo dire che non posso lamentarmi di niente perché in fondo le condizioni climatiche mi piacciono tutte e con me sono state clementi: si sono ben calibrate ai miei viaggi e spostamenti, concedendomi il sole in laguna per la presentazione della collettiva ai Giardini della Biennale, un tempo discreto in Friuli a sondar le terre piane e pure a Lugano per l'incontro con gli editori di Pagine d'Arte. La pioggia me la sono goduta a casa, lavorando ai testi, facendo ricerca, conciliata da quel picchiettare sul tetto che mi dà un particolare senso di conforto, e per il mio compleanno ventiquattro ore d'estate profumate di tigli e sambuchi, quest'anno senza moto ma ugualmente speciali e piacevoli.
Ed eccoci arrivati alla metà di maggio. A guardare indietro sembra di averla fatta un po' di strada, di averla attraversata in macchina e col treno, di averla percorsa con l'impegno della mente e del corpo. A guardare avanti sembra che si vedano concrete, nuove e potenziali prospettive, in un misto di stanchezza ed energia, sicurezze e tremori, aspettando un altro cambio di stagione e l'arrivo delle lucciole. 


martedì 17 settembre 2013

Ecco i venti di settembre, ecco le nuvole rapide, l'aria fendente, quell'indaco privo dell'oro che spade su tutto un sapore di lenta malinconia. Forse non è che il solito giro del calendario, che nella mia testa curva verso l'alto e apre la quarta parte dell'anno, quella che incontra l'autunno, oppure è per via del week end serrato e frizzante passato schioccando le dita, aprendo scenari ma anche asciugandoci un po'.
Ne restano immagini, sensazioni, linguaggi e cadenze; ne restano stralci di conversazioni e frammenti sparsi associati a colori; azioni, promesse, passi da muovere uno alla volta, senza fretta ma con determinazione, diramando le direzioni ma tornando sempre a casa.


M 2 - LINEA VERDE



LO STUDIO DI CLAUDIO OLIVIERI



VERSO LA SVIZZERA


LA MOSTRA DI DINO 
ALLA BIBLIOTECA SALITA DEI FRATI


LO STUDIO DI MASSIMO CAVALLI



IL LAGO DI LUGANO


IMPERATIVI. ISPIRAZIONI. CIBO. AMICI.



UNO SGUARDO A MONZA SOTTO UN CIELO DI PIOGGIA